Furto di materassi

21.09.2012 – L’eco di Prato
rassegna stampa Interrogazione sull’aumento di furti nelle industrie
Facendo seguito alle numerose richieste e lamentele dell’opinione pubblica in merito all’aumento degli episodi delinquenziali si richiede una maggiore attenzione alla problematica e se esiste la possibilità di un aumento delle forze di polizia presenti sul territorio al fine di garantire una migliore sicurezza e al contempo tutela degli interessi sia del singolo cittadino, sia delle imprese.
E’ tristemente noto e agli occhi di tutti infatti l’aumento sconsiderato di questo tipo di atti vandalici, ormai nessun settore appare esente da queste problematiche, aggressioni e furti interessano infatti sia il privato che il pubblico.
A nota riportiamo quanto avvenuto ultimamente e riportato da alcune testate giornalistiche.
Furto nelle fabbriche di materassi – Eco di Prato

Il colpo è stato messo a segno ai primi dell’anno in un capannone utilizzato come deposito, all’interno dell’area di proprietà dell’azienda Polaris, già fabbrica di cucine componibili e da qualche anno dismessa.

I ladri, che hanno agito di notte, secondo una prima ricostruzione fatta dalle forze dell’ordine, hanno raggiunto il piazzale e, dopo aver divelto un finestrone del capannone, sono penetrati all’interno dello stabile, rubando decine di materassi e guanciali. Li hanno caricati su un camion o su più furgoni, per poi allontanarsi uscendo dall’area da un’entrata secondaria, che è priva di cancello. Il valore del bottino è superiore ai 15 mila euro.

Il furto è statotentato ai primi dell’anno in un capannone utilizzato come deposito, all’interno dell’area di proprietà di una fabbrica di materassi memory e da qualche anno dismessa.

I ladri, che hanno agito di notte, secondo una prima ricostruzione fatta dalle forze dell’ordine, hanno raggiunto il piazzale e, dopo aver divelto un finestrone del capannone, sono penetrati all’interno dello stabile, rubando decine di materassi e guanciali. Li hanno caricati su un camion o su più furgoni, per poi allontanarsi uscendo dall’area da un’entrata secondaria, che è priva di cancello. Il valore del bottino è superiore ai 15 mila euro.

Procede velocemente l’approvazione dei decreti attuativi della riforma

Aumentano gli assegni di ricerca (+20%) e quasi raddoppiata la quota dei fondi da assegnare in base al merito (930 milioni)
Taglio ai corsi di laurea (-25%) e dei curricula (-40%)
Assegni di ricerca più alti (+20%), quasi raddoppiata la percentuale dei fondi assegnati alle università su base meritocratica, norme per bilanci più trasparenti, riduzione del numero dei corsi di laurea, razionalizzazione dei settori scientifico-disciplinari, certificazione degli atenei e valutazione della qualità della ricerca, nuove procedure per l’abilitazione scientifica nazionale e l’internazionalizzazione dell’università, 106 milioni per i progetti di ricerca PRIN e test di medicina in inglese.
Sono queste le principali novità che oggi il ministro Mariastella Gelmini ha illustrato nel corso della conferenza stampa dedicata all’iter di attuazione della Riforma e alle nuove norme previste per le università italiane.

Riforma dell’università

Prosegue rapidamente l’iter di attuazione della Riforma. Dei 38 provvedimenti previsti (decreti legislativi, regolamenti, decreti ministeriali), 32 sono già stati firmati dal ministro e a breve saranno emanati anche i restanti 6. 7 decreti saranno approvati in via definitiva entro luglio e i rimanenti entro fine settembre.

Assegni di ricerca più alti

Aumenta di oltre il 20% l’importo minimo degli assegni di ricerca. Si passa così da 16mila euro a 19.630 euro, che rappresentava il precedente valore massimo. Contestualmente, il tetto agli assegni di ricerca è stato abolito;

Nuove procedure di abilitazione scientifica

Entro l’anno saranno finalmente sbloccate le nuove procedure di abilitazione scientifica nazionale, prerequisito necessario per l’accesso alla docenza. Si tratta di una rigorosa valutazione dei meriti scientifici dei docenti basata su criteri di merito e qualità predefiniti;

Internazionalizzazione delle università

Per favorire l’internazionalizzazione del sistema universitario italiano e attirare dall’estero i migliori studiosi verso i nostri atenei, sono previste procedure semplificate per la chiamata diretta di ricercatori e docenti. Potranno essere chiamati anche i ricercatori, italiani e stranieri, che hanno vinto importanti e prestigiosi progetti di ricerca internazionali, riconosciuti attraverso un decreto del ministro. Sono stabiliti inoltre i criteri di equipollenza tra il progetto di ricerca vinto e il ruolo che lo studioso può ricoprire all’interno degli atenei;

Nuova contabilità economico-patrimoniale e commissariamento degli atenei in rosso

Vengono stabilite nuove regole per la contabilità economico-patrimoniale a cui tutte le università dovranno adeguarsi entro il 2014, per garantire una maggiore trasparenza dei conti e nella gestione delle risorse.
Il decreto prevede anche linee guida e misure che le università a rischio devono seguire per uscire dalla situazione di difficoltà finanziaria ed evitare il commissariamento. Si tratta di una sorta di “cartellino giallo”, che può diventare “rosso” se, nonostante questa possibilità, gli atenei non metteranno ordine nei propri conti. In questo caso, infatti, scatterà il commissariamento.

Accreditamento dei corsi e delle sedi

Tutti i nuovi corsi attivati e le nuove sedi istituite dovranno essere accreditati e certificati. Saranno oggetto cioè di un’attenta valutazione di qualità svolta dall’Anvur. La valutazione comunque non sarà “una tantum” ma si svolgerà regolarmente per verificare gli standard di qualità delle università e riguarderà, nei prossimi anni, anche i corsi e le strutture già esistenti;

Riduzione dei settori scientifico-disciplinari

E’ stato razionalizzato il numero dei settori disciplinari, che passano da 370 a 180 settori concorsuali;

Dottorati di ricerca

Istituite nuove modalità di selezione per l’attivazione di dottorati di ricerca, basate su criteri riconosciuti anche a livello internazionale. Anche i dottorati dovranno essere accreditati e dunque certificati e valutati.

Gli altri provvedimenti:

Razionalizzazione dei corsi e dei curricula

In tre anni, dall’anno accademico 2007/2008, c’è stata una riduzione del 25% dei corsi di laurea e del 40% dei curricula. I corsi passano da 5.879 a 4.389, mentre i curricula passano da 8.955 a 5.424.
Si tratta di un’opera di razionalizzazione dell’offerta formativa che ha l’obiettivo di garantire agli studenti percorsi di studio di maggiore qualità e meglio seguiti dai docenti. Il numero dei corsi attivati infatti deve tenere conto del corpo docente disponibile in ogni università, sia dal punto di vista numerico che scientifico, in modo da assegnare ad ogni corso di laurea un numero adeguato di docenti con un curriculum scientifico pertinente con gli insegnamenti previsti.

Più risorse alle università migliori

Aumenta la percentuale del Fondo di finanziamento ordinario che viene distribuita alle università in base a specifici criteri di qualità e merito. Rispetto al 2010, quando la quota era del 10%, la percentuale sale al 13,5%. Dal 2009, quando il 7% dei fondi è stato distribuito su base meritocratica, la percentuale è quasi raddoppiata. Si tratta, in valori assoluti, di circa 930 milioni di euro, rispetto ai 720 milioni del 2010.
Negli ultimi tre anni, da quando la distribuzione dei fondi alle università è legata alla valutazione, più della metà degli atenei italiani è migliorata nei parametri di qualità presi in considerazione.

VQR – Valutazione della qualità della Ricerca

Uno dei i primi compiti dell’Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca insediata il 2 maggio scorso, è la valutazione della qualità. Sarà esaminato, su indicazione del ministro, il lavoro di tutti i professori e di tutti i ricercatori delle università italiane. I risultati delle valutazioni dell’Anvur saranno determinanti per la distribuzione della quota premiale dei fondi, assegnata agli atenei su base meritocratica.

Ricerca, 106 milioni per il PRIN

Si è conclusa la selezione dei Progetti di ricerca di interesse nazionale. Ai progetti individuati sarà assegnata una cifra complessiva di 106 milioni di euro.

Test d’ingresso a Medicina in inglese

Quest’anno, per la prima volta, nelle università dove sono attivati corsi di Medicina in inglese, anche il test d’ingresso si svolgerà in lingua. Si tratta dell’Università di Milano, dell’Università di Roma “La Sapienza” e dell’Università di Pavia. Il test sarà elaborato in collaborazione con l’Università di Cambridge e si svolgerà contestualmente alle Università di Londra e Cambridge.

Piano ITS – Istituti Tecnici Superiori

Da settembre 58 istituti per integrare istruzione, formazione e lavoro.

Il ministro Mariastella Gelmini ha presentato il Piano ITS – Istituti Tecnici Superiori, per l’istituzione di un canale di istruzione terziaria non universitaria. Saranno scuole speciali di tecnologia e da settembre ne varranno attivate 58.

Qualità, merito e innovazione nella Scuola – Un traguardo per la Nazione

Convegno organizzato dal Dipartimento Scuola – Fodazione Liberamente

16.03.2011 – ore:15,30
Camera dei deputati – Sala delle Conferenze di Palazzo Marini
Via del Pozzetto 158 – Roma

PROLOGO: Edoardo Sylos Labini interpreta “Giuseppe Mazzini”, con Melania Maccaferri, Elisa Santarossa ed il DJ Antonello Aprea in alcuni brani tratti dallo spettacolo DISCO RISORGIMENTO, UNA STORIA ROMANTICA, regia di Alessandro D’Alatri

INTERVERRANNO:
On.le Valentina Aprea – Presidente Commissione Cultura Camera;
Nicola D’Amico – Giornalista;
Giovanni Biondi – Capo Dipartimento MIUR;
Max Bruschi – Consigliere del Ministro;
Roger Abravanel – Esperto; Deputati della Commissione Cultura della Camera.
Modera: Luigi Amicone, Direttore del Settimanale TEMPI

CONCLUSIONI: ON.le MARIASTELLA GELMINI, Ministro dell’Istruzione

Il Consiglio dei Ministri del 28 luglio ha approvato in via definitiva la riforma dell’apprendistato.

L’istituto è stato riformato in ‘tempi rapidissimi’, in base a una delega conferita dal Parlamento. Il testo approvato dal Consiglio dei ministri sulla riforma dell’apprendistato prevede quattro ipotesi di apprendistato: l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale per gli under 25 con la possibilita’ di acquisire un titolo di studio in ambiente di lavoro; l’apprendistato di mestiere per i giovani tra i 18 e i 29 anni che potranno apprendere un mestiere o una professione in ambiente di lavoro; l’apprendistato di alta formazione e ricerca per conseguire titoli di studio specialistici, universitari e post-universitari e per la formazione di giovani ricercatori per il settore privato e l’apprendistato per la riqualificazione di lavoratori in mobilita espulsi da processi produttivi.
La riforma punta a far diventare l’apprendistato il tipico contratto d’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Infatti, l’obiettivo e’ rendere conveniente l’apprendistato tanto per le imprese che per i lavoratori, attraverso una disciplina omogenea su tutto il territorio e l’integrazione tra formazione e l’esperienza lavorativa.
Il contratto di apprendistato è un contratto a tempo indeterminato, perché nel silenzio delle parti prosegue indefinitivamente oltre il momento del contenuto formativo. Come anticipato dal Piano per l’occupabilità dei giovani del settembre 2009, il rilancio dell’apprendistato fa parte delle azioni per contrastare la disoccupazione giovanile e per promuovere una vera integrazione tra apprendimento e lavoro.