Riscaldamento: i nuovi incentivi fiscali

Proroga dicembre 2017

Per la riqualificazione energetica delle singole abitazioni, la Finanziaria del 2007 è stata prorogata fino al 31 dicembre 2017.
La richiesta di detrazione fiscale riguarda, ad esempio, la sostituzione di una caldaia tradizionale con una caldaia a condensazione, l’installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria o per interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia.

  • La richiesta di detrazione fiscale può essere presentata se i lavori di riqualificazione sono realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali, o se riguarda tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio. Anche in questo caso le detrazioni sono state prorogate sino al 31 dicembre 2017.
  • La detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici è confermata nel 65% degli importi a carico del contribuente, da ripartirsi sempre in dieci quote annuali di pari importo.
  • Per coloro che scelgono di sostituire la vecchia caldaia o lo scaldabagno con una nuova caldaia o scaldabagno Vaillant di tipo tradizionale è prevista l’agevolazione fiscale del 50% fino al 31/12/2017 da ripartire in dieci quote annuali di pari importo.
  • Dal 3 gennaio 2013 è stato introdotto anche il Conto Termico.
    Si tratta di un incentivo statale per edifici esistenti, erogato in rate annuali per una durata variabile (fra due e cinque anni a seconda della tipologia di intervento realizzato) per coloro che scelgono di installare, in sostituzione del precedente impianto, unapompa di calore aria/acqua o geotermica o semplicemente un climatizzatore in pompa di calore ad alta efficienza.
  • Con la legge di stabilita’ 2016 la detrazione fiscale del 65% per l’efficienza energetica viene estesa anche ad alcuni interventi di domotica.

Si segnala che, a differenza dell’agevolazione fiscale del 50% e 65%, che consiste in una detrazione fiscale, ossia un risparmio di imposta risultante dalla dichiarazione dei redditi, l’incentivo previsto dal Conto Energia Termico consiste in un contributo statale pari a circa 40% della spesa ammissibile sostenuta.

incentivi fiscali per gli investimenti pubblicitari

In sede di conversione in legge del decreto 50/2017, è stato introdotto l’articolo 57-bis in base al quale dal 2018 alle imprese e ai lavoratori autonomi che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, il cui valore superi almeno dell’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente, è attribuito un contributo, sotto forma di credito d’imposta, pari

  • al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati,
  • elevato al 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri. Le modalità, i criteri di attuazione, gli investimenti che danno accesso al beneficio, i casi di esclusione, le procedure di concessione e di utilizzo del beneficio, la documentazione richiesta, l’effettuazione dei controlli saranno definiti con un futuro decreto MEF.

Nella seconda parte dell’articolo 57-bis viene previsto che per favorire la realizzazione di progetti innovativi, anche con lo scopo di rimuovere stili di comunicazione sessisti e lesivi dell’identità femminile e idonei a promuovere la più ampia fruibilità di contenuti informativi multimediali e la maggiore diffusione dell’uso delle tecnologie digitali, è emanato annualmente, un bando per l’assegnazione di finanziamenti alle imprese editrici di nuova costituzione.

Stop alle cartelle esattoriali ad agosto

Dal 7 al 20 agosto l’Agenzia delle entrate-Riscossione, guidata dal presidente Ernesto Maria Ruffini, ha disposto, d’intesa con gli operatori postali, il blocco della notifica di 399.428 atti che sarebbero altrimenti arrivati per posta, a cui aggiungere 70.487 da notificare attraverso la posta elettronica certificata (pec), per un totale di 469.915 cartelle e avvisi che saranno “congelati”. La notifica riprenderà dopo il periodo di  sospensione che, ovviamente, non sarà e non potrà essere un blocco totale,  perché circa 14.500 atti inderogabili dovranno essere comunque inviati.

Vediamo nel dettaglio i numeri delle regioni (in Sicilia Agenzia delle entrate-Riscossione non opera). Al primo posto c’è il Lazio in cui saranno congelati 109.631 atti, seguita da Lombardia (61.608) Campania (45.947), Toscana (42.801), Veneto (27.858) e Piemonte (26.303). Subito dopo Emilia Romagna (25.228) e a seguire Puglia (22.126), Calabria (22.007), Sardegna (17.917), Liguria (14.910), Friuli Venezia Giulia (9.956), Marche (9.811), Abruzzo (9.413), Umbria (9.224), Trentino Alto Adige (6.353), Basilicata (5.439), Valle d’Aosta (1.744) e infine Molise con 1.639 cartelle e avvisi sospesi nelle due settimane di Ferragosto

Vancanze più tranquille per 469.915 italiani

tante sono le cartelle esattoriali che vengono “congelate” per il periodo estivo dal oggi 7 agosto fino al 20. A deciderlo, come è avvenuto anche in passato ad esempio in occasione delle festività natalizie, la nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione sorta a seguito della fusione tra l’Agenzia delle Entrate e la vecchia Equitalia.

Per due settimane quindi i contribuenti con pendenze nei confronti del fisco non riceveranno la cartella esattoriale. Una “tregua” che però non varrà per circa 14.500 atti che verranno comunque recapitati perché considerati inderogabili.

Tregua fiscale estiva

«Ferragosto, fisco mio non ti conosco». Anche quest’anno, come accade ormai da diversi anni, l’erario concede una tregua ai contribuenti e non busserà alla porta dei cittadini né per riscuotere né per avere delucidazioni sulle dichiarazioni dei redditi. Non solo l’Agenzia delle Entrate, alla vigilia del mese clou per le vacanze degli italiani, ha annunciato l’ormai consueta `moratoria d’agosto´ sui tempi per rispondere alle richieste di compliance ma anche Equitalia, per la prima volta, sospenderà nelle due settimane centrali del mese la notifica delle cartelle esattoriali, `salvando´ le ferie di circa 360mila contribuenti.

 

Tante sono infatti gli atti che saranno «congelati» tra l’8 e il 22 agosto (le due settimane di stop) dall’ente della riscossione: si tratta nel dettaglio di 273.854 atti che sarebbero dovuti essere notificati per posta a cui aggiungere 86.337 da inviare attraverso Pec, per un totale di poco più di 360 mila cartelle che, invece saranno «bloccate» grazie all’operazione `zero-cartelle´.

 

«Vogliamo utilizzare ogni strumento – spiega l’amministratore delegato di Equitalia Ruffini – per essere efficienti come società pubblica che ha degli obiettivi da raggiungere, un servizio da offrire, e nel contempo però deve sapere dialogare con i contribuenti che sono innanzitutto persone, cittadini che non possono percepire lo Stato come un avversario, come un ostacolo». Non sarà uno stop totale «e non può esserlo – chiariscono da Equitalia – perché alcuni atti inderogabili (circa 20mila) saranno comunque inviati». L’iniziativa replica quella di Natale 2015 quando scattò la sospensione di circa mezzo milione di cartelle, con una `tregua´ dal 24 dicembre al 6 gennaio.

 

Slittano invece le scadenze per i controlli già avviati sull’Unico 2014 (per i redditi 2013): ci sarà quindi tempo fino a tutto settembre per rispondere alle richieste di documentazione inviate da metà giugno dall’Agenzia delle Entrate. Lo stesso vale per i 280mila contribuenti che hanno ricevuto l’invito a rimettersi in regola attraverso il ravvedimento operoso tra maggio e i primi giorni di luglio. Chi ritiene di avere le carte in regola potrà contattare l’Agenzia al rientro dalle vacanze, a settembre, per evitare che l’anomalia si traduca in un accertamento vero e proprio. Se invece ha ragione il fisco resta la via del ravvedimento operoso, con lo sconto sulle sanzioni.

Gli incassi delle imposte da gennaio a giugno 2017

Le imposte dirette hanno incassato, complessivamente, 110.643 milioni di euro, perdendo l’1%; il risultato risente del rinvio a luglio della contabilizzazione dei versamenti effettuati a giugno delle imposte sulle riserve matematiche delle assicurazioni vita e della cedolare secca.

Imposte indirette in salita, quelle dirette in lieve discesa: nel primo semestre 2017, il gettito complessivo delle entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, è pari a 205.168 milioni di euro. L’aumento registrato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è dello 0,8%. È quanto emerge dall’ultimo Bollettino delle entrate tributarie, disponibile sul sito del Dipartimento delle finanze insieme alle relative Appendici statistiche e alla Nota tecnica.

Il consueto comunicato stampa del Mef, che accompagna la pubblicazione del report, precisa, però, che i dati relativi ai due semestri (2016 e 2017) non sono immediatamente confrontabili, in quanto il risultato del mese di giugno di quest’anno è influenzato da una serie di fattori (come, ad esempio, la proroga dei termini di versamento delle imposte di autoliquidazione) non registrati lo scorso anno.
Tuttavia, al netto di tali fattori e della nuova modalità di pagamento del canone tv mediante addebito in bolletta (i cui primi versamenti, per il 2016, si sono registrati a partire da agosto, mentre nel 2017 da gennaio), l’andamento delle entrate tributarie, nel corso del periodo considerato, conferma il trend degli ultimi mesi, registrando un incremento dell’1,5% rispetto ai primi sei mesi del 2016.

Crescono le entrate Irpef (+ 2,7%), trainate soprattutto da ritenute da lavoro dipendente e da pensione.
Diminuiscono, invece, gli introiti Ires (- 5,1%) che risentono degli effetti di misure quali, ad esempio, la razionalizzazione dell’Ace, la riduzione dell’aliquota da 27,5% e 24% e la maggiorazione degli ammortamenti.
Il comunicato precisa che all’andamento delle imposte dirette del primo semestre 2017 ha contribuito anche il gettito della voluntary disclosure, per cui si sono registrati versamenti pari a 422 milioni di euro.

Aumentano del 3% le imposte indirette (+ 2.756 milioni di euro).
Più in dettaglio, le entrate Iva fanno registrare un + 4,6%. L’andamento positivo è relativo sia agli scambi interni sia alle importazioni. Il trend positivo a livello interno riflette anche l’applicazione dello split payment.
Incremento del 7% per le imposte sulle transazioni immobiliari, mentre si registra un calo per l’imposta di bollo (- 177 milioni di euro), dovuto al diverso profilo di versamento mensile derivante dalle modalità di scomputo dell’acconto di bollo versato ad aprile.
In aumento anche le entrate dell’accisa sui prodotti energetici (+ 1,1%).

Variazione negativa per il gettito relativo ai giochi: meno 80 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2016.

Lieve variazione negativa (- 1,1%) anche per le entrate derivanti dall’attività di accertamento e controllo (con riguardo solo ai ruoli dei tributi erariali).

Agenzia delle entrate: vademecum per i contribuenti

Disponibile sul sito internet delle Entrate un pratico vademecum sulle comunicazioni spedite per invitare i contribuenti a verificare la dichiarazione dei redditi presentata nel 2014

Perché una lettera di compliance
Da qualche anno, l’Agenzia delle entrate ha messo in atto nuove forme di dialogo e di collaborazione con i contribuenti con l’obiettivo di promuovere l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari. Tra le iniziative avviate, quella di predisporre e inviare una comunicazione a chi risulta non abbia compilato correttamente la dichiarazione dei redditi, con l’invito a fare una verifica sulle anomalie rilevate. In questo modo, il destinatario della lettera ha la possibilità di mettersi in regola, evitando che le irregolarità riscontrate dall’Agenzia diventino il motivo dell’emissione di un avviso di accertamento, o di fornire elementi idonei a giustificarle.

In sintesi, le comunicazioni sono inviate quando risulta che un contribuente ha percepito e non dichiarato, o lo ha fatto solo in parte, uno dei seguenti redditi:
•   redditi di lavoro dipendente o di pensione
•   assegni periodici corrisposti dal coniuge separato o divorziato
•   redditi derivanti da contratti di locazione di immobili
•   redditi di partecipazione in società, associazioni fra artisti e professionisti, imprese familiari, aziende coniugali
•   redditi di capitale derivanti da utili corrisposti da società di capitale o enti commerciali
•   altri redditi (redditi d’impresa derivanti da plusvalenze e sopravvenienze attive, redditi di lavoro autonomo, redditi diversi).

Le lettere arrivano per posta ordinaria ovvero per posta elettronica certificata, ai contribuenti che l’hanno attivata. Se registrato ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, il destinatario può reperire la lettera ricevuta all’interno della sezione “L’Agenzia scrive” del proprio Cassetto fiscale, nel quale potrà anche consultare un prospetto informativo contenente il dettaglio delle anomalie riscontrate nella dichiarazione dei redditi.

Niente panico, cosa fare quando arriva la comunicazione
Quando si riceve la comunicazione, come prima cosa, bisogna controllare i dati in essa contenuti, per verificare che i rilievi fatti dall’Agenzia siano corretti. In questa fase si potrebbe avere la necessità di richiedere ulteriori informazioni sul contenuto della lettera. Per questo, si può telefonare a un Centro di assistenza multicanale dell’Agenzia (al numero 848.800.444 da telefono fisso o allo 06.96668907 da cellulare), selezionando l’opzione “Servizi con operatore > Comunicazione direzione centrale accertamento”, oppure andare alla direzione provinciale di competenza o a uno degli uffici territoriali. I funzionari dell’Agenzia forniranno l’assistenza necessaria, indicando tutte le attività da compiere.

Completate le verifiche, se si riconosce di aver commesso gli errori segnalati dall’Agenzia, è possibile mettersi in regola presentando una dichiarazione integrativa e versando le maggiori imposte dovute, gli interessi e le sanzioni in misura ridotta. Nella guida sono indicati, anche con esempi pratici, tutti i passaggi necessari per la regolarizzazione ed evidenziati, in un apposito paragrafo, gli errori da evitare nella compilazione del modello, cioè quelli che sono emersi più frequentemente dalle dichiarazioni integrative già presentate dai contribuenti che hanno scelto di regolarizzare la propria posizione.

Per calcolare agevolmente l’importo dovuto per sanzioni e interessi, sul sito dell’Agenzia è comunque disponibile, nella pagina dedicata alla “Compliance per i cittadini” un apposito software.
Se, al contrario, si ritiene che i dati originariamente riportati nella dichiarazione dei redditi sono corretti, è sufficiente segnalare all’Agenzia, anche mediante un intermediario abilitato alla trasmissione telematica delle dichiarazioni, i fatti, gli elementi e le circostanze dalla stessa non conosciuti.

La novità sulla procedura di regolarizzazione
Per facilitare la predisposizione e l’invio della dichiarazione integrativa, la guida segnala, infine, la nuova procedura disponibile da quest’anno all’interno della sezione “L’Agenzia scrive – Invito alla Compliance” del Cassetto fiscale. In essa, sempre che sia disponibile la dichiarazione originariamente presentata, sono presenti due collegamenti telematici (link).
Tramite il link ”Scarica dichiarazione da integrare” è possibile fare il download del file che contiene la dichiarazione originaria presentata per l’anno d’imposta 2013, eventualmente già rettificata a seguito del controllo effettuato dall’Agenzia.
Il link “Scarica il software di compilazione”, invece, permette di installare sul proprio pc il pacchetto “UnicoOnLine”, con il quale predisporre e inviare la dichiarazione integrativa, oltre che compilare il modello F24.

Approndimenti: http://www.fiscooggi.it/attualita/articolo/l-agenzia-ti-scrive-guida-sulle-nuove-lettere-compliance

Autunno stagione piena di colori per arredare casa

Porta in casa i colori autunnali.

Autunno è arrivato, tanti sapori da gustare a tavola, tanti colori da sfoggiare e ovviamente tanti decori per decorare la nostra casetta. Non puoi non dedicare del tempo a rendere ogni stanza più accogliente e in tema stagionale, non sarebbe proprio da yellow girl.

L’autunno è in ogni cosa che vivi, figuriamoci in casa! Hai già cambiato qualcosa nell’arredamento? Cara yellow girl, oggi ho da proporti qualche idea per rendere ogni abitazione, anche un piccolo ma accogliente monolocale, in pendant con la nuova stagione.

L’autunno è una bellissima stagione, per i colori sfolgoranti, i tessuti corposi e gli odori invitanti. Utilizzare degli accessori per la casa in tema è un modo fantastico per dare il benvenuto alla nuova stagione. Non serve che ristrutturi le camere o spese eccessive, basta poco, qualche complemento d’arredo, dei cuscini per il divano, dei tappetini, delle stampe, dei centrotavola particolari, l’importante è portare un po’ di calore autunnale in casa.

Rallegra l’ambiente con un tappeto arancione.

L’arancione è probabilmente il primo colore che ti viene in mente pensando a questa stagione. Ti verranno in mente lampade e cuscinoni, ma non dimenticare la bellezza dei tappeti, anzi per dirla come nelle favole, la magia dei tappeti. Ci sono un’infinità di tessuti, materiali, design e stili tra cui davvero perdere la testa, scegli quello che più ti piace, ma assicurati che sia arancione!

Riscalda le camere con colori speziati.

L’autunno rinfresca un l’aria e rende le serate decisamente più freddine. Aggiungere degli elementi caldi nei tuoi ambienti casalinghi può trasformare una giornata cupa e fredda e renderla speciale. Punta su colori dal sapore speziato, come cannella, peperoncino o ruggine, ti faranno venir voglia di accoccolarti sul divano e ti scalderanno anche il cuore. I cuscini sono tra gli accessori per la casa più amati e più comodi di sempre. Estremamente economici, di tutte le forme e grandezze, basta davvero poco per renderli a prova d’autunno. Cerca semplicemente delle federe particolari, cromaticamente in tema con la stagione (ricordi l’arancione o le spezie?) e spargili per casa.

Il profumo dell’autunno.

Oltre al lato visivo dato dai colori, non dimenticare che la stagione autunnale è caratterizzata anche da sapori e gusti speciali. Crea un’atmosfera particolare con candele o profumatori d’ambiente alla mela, alla cannella, alla zucca (difficile ma non impossibile). Hai davvero un universo di profumi tra cui perdere la testa, e se proprio non riesci puoi preparare un apple pie e invadere casa con questo odore meraviglioso.

Rinnova quello che non ti piace più.

L’ultimo consiglio che posso darti è quello di dare un taglio con le cose che più non ti piacciono. Una nuova stagione è anche sinonimo di un nuovo inizio.

 

L’Italia e la crisi economica

L’Italia è un paese in recessione, inutile negarlo.

Nonostante le continue rassicurazioni del governo la situazione fiscale in Italia si fà sempre più oppressiva e appare oggi molto difficile riuscire a superare questa situazione di stallo economico, soprattutto se consideriamo che le politiche di tassazione ormai sono prossime al 70%. I commercialisti di Italianlimited evidenziano però che investire nel Regno unito e aprire una società LTD in Inghilterra rappresenti  un’opportunità unica di sviluppare in tutta legalità il proprio business, avvalendosi soprattutto di un sistema fiscale maggiormente vantaggioso

In Italia le aziende chiudono come mosche e la colpa è sicuramente della crisi economica internazionale. Tutto nacque intorno al 2008 con la crisi americana dei “subprime”. Da quel momento in poi banche e finanziarie sono crollate e hanno creato un effetto domino in tutto il globo. Tutto vero. Eppure in Italia c’è dell’altro. In Italia le aziende chiudono come mosche per altri motivi:

  • Pressione fiscale elevatissima
  • Mancanza improvvisa di liquidità
  • Burocrazia asfissiante

Fatichiamo quindi ad uscire da una pesante situazione di stallo economico. L’elevata tassazione (Qualcuno ha calcolato – tra imposte, tasse dirette e indrette e balzelli vari – una pressione fiscale che supera l’80%. Su 252 giornate lavorative, 103 riguardano scadenze fiscali, con il record del mese di luglio che prevede ben 45 scadenze.) grava sull’imprenditoria italiana e al tempo stesso scoraggia gli investitori stranieri, che alla luce di tutto questo preferiscono internazionalizzare le proprie attività all’estero specialmente in Paesi dove la tassazione è decisamente meno oppressiva rispetto a quella italiana come il Regno Unito o Malta. Presente in Inghilterra attraverso uno studio di commercialisti a Londra, la società specializzata in internazionalizzazione Italianlimited fornisce tutto il valido supporto agli imprenditori che desiderano investire in nazioni con un regime fiscale meno oppressivo

Da sempre al fianco di chi progetta di aprire una società in Inghilterra e vuole espandere il proprio business, lo studio di commercialisti italianlimited certifica il complesso e meticoloso processo di selezione e controllo che viene effettuato sia a Londra, sia nel resto del Paese, durante le fasi di sviluppo industriale delle aziende che internazionalizzano qui i propri affari. Se questo non bastasse, qualora non si disponga di un serio progetto imprenditoriale, difficilmente gli istituti di credito inglesi concederebbero la possibilità di aprire un conto bancario nel Paese.

Aprire una società in Inghilterra e internazionalizzare la propria azienda: il servizio di consulenza di Italianlimited

Spostare la propria attività in nazioni con un regime fiscale meno oppressivo è un’operazione fortemente appetibile per chiunque desideri espandere il giro d’affari. Specializzato in internazionalizzazione e pianificazione fiscale, lo studio italianlimited mette in guardia dai rischi che si corrono nell’operare in un contesto differente da quello di origine: dottori commercialisti italiani a Londra, i suoi esperti sono pronti ad assistere e guidare coloro che progettano di aprire una società in Inghilterra o altrove. Attraverso un ricco ventaglio di servizi che coprono sia le fasi di costituzione, sia le fasi di gestione, della propria filiale estera, mette a disposizione dei professionisti e delle aziende consulenza in ambito bancario, finanziario, lavorativo, ambientale, societario (ordinario e straordinario), amministrativo e legale, capace di assistere il cliente tutti i giorni della settimana, 24 ore su 24. Trasformando la conoscenza in valore, Italianlimited opera nel rispetto dei principi di onestà, trasparenza, legalità, professionalità e privacy per i dati personali.

Approfondimenti: www.italianlimited.it

 

L’obesità dipende da un gene

CON DUE miliardi di persone in sovrappeso nel mondo – e numeri spaventosi anche tra i bambini – la lotta contro l’obesità procede su più fronti. Le campagne di sensibilizzazione da una parte, che ribadiscono l’importanza di una sana e corretta alimentazione e dell’attività fisica, e le strategie terapeutiche dall’altra. In questo contesto si inserisce una ricerca, appena pubblicata su Nature Communications, che mostra come inibendo l’attività di un gene si riesca a trasformare il comportamento del tessuto adiposo, in un modo che potrebbe aiutare a combattere l’accumulo di grasso e contrastare così sovrappeso e obesità.

La ricerca, coordinata da Maurizio Crestani del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università degli studi di Milano, è stata condotta su alcuni topi e su colture cellulari, spiega il ricercatore: “Ci siamo concentrati in modo particolare sull’attività di un gene, istone deacetilasi 3, HDAC3, che ricerche precedenti suggerivano avesse un ruolo nel metabolismo dei grassi, in modo particolare nel grasso bianco”. Quel tipo di grasso, aggiunge Crestani, è principalmente deputato alla funzione di magazzino, un serbatoio pieno di carburante che si mette in moto in caso di digiuno, per esempio, rilasciando energia. Diverso, morfologicamente e metabolicamente, dal grasso bruno, che nei mammiferi è un tessuto – sempre grasso – ma principalmente deputato alla regolazione della temperatura corporea: “Il tessuto bruno brucia i grassi ma utilizza questa energia principalmente per mantenere costante la temperatura del corpo – va avanti Crosetti – per intendersi, è quello che entra in funzione quando fa più freddo per aiutare a mantenere costante la nostra temperatura”.

Lo studio. Il gene HDAC3 codifica per una proteina coinvolta nei processi di rimodellamento del DNA e della sua espressione. Ma è un gene, come mostra lo studio di Crestani e colleghi, coinvolto anche nella regolazione delle funzioni del tessuto grasso. “In particolare se inibito nei tessuti grassi partecipa al cosiddetto browning del tessuto adiposo bianco, ovvero lo rende più simile a quello bruno”, spiega il ricercatore. Nel dettaglio, quando il gene viene inibito, il tessuto bianco diventa metabolicamente più attivo, più abile nel dissipare energia sottoforma di calore, replicando le funzioni di quello bruno. Un fenomeno che in parte avviene anche fisiologicamente, ma che in seguito all’inattivazione del gene viene potenziato. “In contemporanea diminuisce la sua capacità di immagazzinare energia, e quindi grassi”, spiega Crestani, “Secondo le nostre osservazioni l’istone deacetilasi 3 sembra agire come un ‘freno molecolare’ del metabolismo ossidativo che brucia i grassi nel tessuto adiposo bianco e impedisce la produzione di calore. Se riuscissimo a modulare questo ‘freno’ nel tessuto adiposo bianco potremmo trovare un modo per favorire la riduzione dei grassi accumulati e quindi il peso corporeo, soprattutto nei soggetti sovrappeso o obesi”.

Estate lavoro e stress, come combatterli

Lo stress da lavoro colpisce in Italia una persona su quattro, principalmente nella fascia d’età compresa tra i 45 e i 55 anni. I soggetti più a rischio sono le donne, le persone con contratti precari e chi lavora oltre le 50 ore settimanali. Ansia da prestazione, agitazione, difficoltà relazionali, sono alcune delle sensazioni poco gradevoli che possono presentarsi quotidianamente nella vita del lavoratore. Le cause di tutto ciò sono spesso da rintracciare all’interno del posto di lavoro che risulta essere poco stimolante e inadeguato: pressioni continue a cause delle scadenze, ritmi frenetici, incomprensioni con il capo e i colleghi, sono situazioni che si presentano con molta frequenza nei luoghi di lavoro generando quello che viene anche definito stress da lavoro correlato. Scopriamo di cosa si tratta, quali sono i sintomi e come affrontarlo e superarlo al meglio.

Lavoro e stress.

La stanchezza dell’anno che si accumula, il superlavoro, a volte dovuto al fatto che bisogna svolgere anche i compiti dei colleghi in ferie, l’ansia di portare a termine tutto prima che arrivi anche per noi il momento dello stop, possono rendere questo periodo particolarmente stressante. Come sopravvivere a tutto ciò? “Ritagliarsi degli spazi di riposo dopo un periodo lavorativamente intenso è certamente un’abitudine sana e che preserva il benessere psico-fisico a lungo termine” – spiega Nicoletta Gava, psicologa e direttrice del Milton Erickson Institute di Torino.

Dosare le energie.

I mille impegni extra tipici di questo periodo, quando bisogna sostituire i colleghi in ferie, rischiano di distrarci e farci perdere facilmente la concentrazione a danno del lavoro con l’aggiunta di una rabbia sotterranea che ci divora perché vorremmo essere altrove e invece dobbiamo ancora sgobbare: “A volte può capitare di dover intensificare il ritmo proprio in quei momenti dell’anno in cui ci si aspetterebbe di poter riprendere fiato – prosegue Nava – . In questi casi può essere molto importante imparare a dosare le proprie energie e massimizzare le proprie capacità di recupero”.

Le oscillazioni dell’attenzione.

Esistono diverse terapie per liberarsi dallo stress e fra queste c’è anche l’ipnosi. “Lavoriamo  con molte persone che hanno bisogno di intensificare o tenere costanti i ritmi di lavoro. Insegniamo strumenti di ipnosi ed autoipnosi per poter trovare le risorse del proprio inconscio al fine di aumentare concentrazione, livelli di energia e capacità di recuperare le forze rapidamente, di modo da poter godere del tempo che rimane alla vita personale”, spiega Gava che è anche fondatrice di Natural Gravity, Ipnosi clinica per la cura del benessere.

Ritrovare la concentrazione.

Cosa fare allora per ritrovare la concentrazione perduta? Un esempio pratico? Bisogna cominciare a osservare il livello della nostra attenzione. “Non si è mai davvero disattenti, la nostra attenzione è sempre rivolta in una certa direzione”, fa notare la psicologa. In certi momenti della giornata è rivolta all’esterno, in altri tende naturalmente a spostarsi verso l’interno. “In questi momenti la realtà interna delle persone comincia a diventare più vivida, ricordi, emozioni, immagini mentali vengono percepite con una maggiore chiarezza – spiega ancora l’esperta – Bisogna imparare a intercettare questi cicli e fare delle pause durante questi momenti di spostamento dell’attenzione. In questo modo si ottimizzano i ritmi di lavoro e migliora la gestione delle energie psicofisiche”.

L’esercizio dell’elastico.

Anche la mindfullness, una pratica meditativa che aiuta a focalizzare l’attenzione sul “qui e ora” può aiutarci a superare agosto in ufficio. Per esempio, per allontanare i pensieri negativi e ritrovare la concentrazione si consiglia l’esercizio dell’elastico. Va messo al polso e ogni volta che l’ansia ci assale va tirato: ci risveglierà e farà tornare la testa su ciò che siamo facendo.

Tecniche anti-rabbia.

La stanchezza può portare anche a scontrarsi più spesso con colleghi o familiari che come noi sono rimasti a casa. “È ormai dimostrato che stati di fatica riducono la nostra capacità di gestione delle emozioni rendendoci spesso più irascibili, più tristi o più ansiosi”, ammette Gava. Come evitare lo scontro? “Facciamo un piccolo check su come ci sentiamo prima di varcare la soglia di casa ed eventualmente cerchiamo degli strumenti per regolare il nostro stato emotivo. Chiudere le fatiche della giornata con la porta dell’ufficio permette di godere della compagnia dei propri cari”, dice l’esperta. Altre volte è il contesto domestico a non essere sereno. In certi casi, anche in periodi di intensa attività lavorativa, ci si può ritrovare a procrastinare il rientro a casa o proprio a desiderare di non tornarci. Spesso questo tipo di segnali sono un modo che il nostro inconscio utilizza per comunicarci che c’è qualcosa che richiede un intervento nella nostra sfera privata”.

I lati positivi.

Infine lavorare ad agosto può avere i suoi lati positivi: il telefono non squilla di continuo, i capi sono in ferie, il carico di lavoro diminuisce, non c’è traffico e si trova facilmente parcheggio. Focalizzare l’attenzione su questi aspetti può aiutare? “Certamente il rallentamento dei ritmi può migliorare il proprio livello di energie – conclude l’esperta – . Riconoscere i momenti di mare calmo e imparare a goderseli può permettere di portare un po’ di rilassamento anche sul luogo di lavoro”.

Arredare la casa in stile tropicale

Una vera e propria oasy verde!

riuscire ad arredare la casa in questo stile è facile e conveniente!

Scopri con noi come riuscirci.

Lo stile tropical impazza tra le tendenze di design da New York a Sidney, passando per Parigi e Londra. Gli arredi in stile jungle prendono ispirazione dalla natura selvaggia tipica della foresta amazzonica.
Largo spazio, quindi, a carte da parati con foglie giganti. Per quanto riguarda gli ambienti questi dovranno essere molto illuminati ed arredati da mobili e complementi in rattan o bambù ed altri materiali ecologici e naturali come lino, cotone e rafia. Continua la lettura di “Arredare la casa in stile tropicale”