Comitato europeo del Catasto: la presidenza passa alla Bulgaria

Il cambio al vertice verrà celebrato a Tallin, in Estonia, dove dal 15 al 18 novembre è in programma la riunione plenaria dei rappresentanti delle amministrazioni nazionali interessate All’ordine del giorno il miglioramento dell’efficienza del processo di valutazione catastale, la collaborazione pubblico-privato nelle indagini catastali e l’esame dei progetti europei più innovativi. Per l’Italia parteciperà ai lavori l’ing. Franco Maggio, direttore centrale Catasto, cartografia e pubblicità immobiliare dell’Agenzia delle entrate.Original Article

Osservatorio delle partite Iva:on line i dati di settembre 2017

Sul sito del Dipartimento delle finanze è disponibile la consueta sintesi sulle attività, divise per natura giuridica, ripartizione territoriale, settore produttivo e persone fisiche Il quadro del documento evidenzia, per il mese di settembre 2017, un incremento del’1,7% rispetto al corrispondente mese dello scorso anno, con 40.715 nuove partite Iva aperte. Fra le regioni che presentano incrementi rilevanti, si segnalano la Valle d’Aosta con un +43,3%, la Sicilia con il +21,1% e le Marche +11,6 per cento.Original Article

Banca dati immobiliare integrata:strumento strategico per il fisco

Nell’intervento presso la Commissione di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, Ruffini ne ha sottolineato l’importanza sia sul versante della compliance sia su quello dei servizi Stato di attuazione dell’integrazione delle banche dati fiscali in campo immobiliare; ruolo delle stesse nell’ottica dei servizi e della compliance; stato dell’interconnessione tra i sistemi dell’Agenzia delle entrate e quelli dell’ex Agenzia del Territorio. Sono questi i temi affrontati dal direttore Ruffini nell’audizione di stamattina.Original Article

Con i servizi web “Fai D.A. te”le cartelle si rottamano a Km 0

La definizione agevolata viaggia in rete non soltanto per le nuove domande, ma anche per chi è stato riammesso alla procedura e per i respinti che aspirano alla promozione Battesimo digitale per i nuovi servizi offerti dall’Agenzia entrate-Riscossione. Il progetto, che consente di visualizzare l’elenco delle cartelle rottamabili e di presentare on line il modello DA-2017, cioè l’istanza relativa ai carichi in riscossione nei primi nove mesi dell’anno, e non solo, si chiama “Fai D.A. te” (comunicato stampa).Original Article

Più 316mld per le entrate tributarie nei primi nove mesi dell’anno

Nel periodo gennaio-settembre 2017 si registra un aumento pari allo 0,9% rispetto a quello registrato nell’analogo arco temporale dell’anno precedente; continua il trend in crescita Nelle casse dell’Erario entrano rispettivamente, imposte dirette per 170.475mln di euro, indirette per 145.874mln di euro, entrate da giochi per 10.572mln di euro e entrate da accertamento e controllo per 7.433mln di euro. Questi i dati rilevabili dal Bollettino delle entrate tributarie, dalle relative Appendici statistiche e dalla Nota tecnica.Original Article

Zona franca sisma Centro Italia:domande fino al 20 novembre

Per venire incontro alle esigenze di imprese e amministrazioni comunali, è stato prorogato il termine finale per la presentazione delle istanze di accesso alle agevolazioni Le imprese localizzate nella Zfu istituita nei comuni di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti a partire dal 24 agosto 2016 hanno tempo fino al prossimo 20 novembre per presentare le domande di accesso ai benefici fiscali. Lo ha stabilito il Mise con una circolare direttoriale del 2 novembre.Original Article

Stop alle cartelle esattoriali ad agosto

Dal 7 al 20 agosto l’Agenzia delle entrate-Riscossione, guidata dal presidente Ernesto Maria Ruffini, ha disposto, d’intesa con gli operatori postali, il blocco della notifica di 399.428 atti che sarebbero altrimenti arrivati per posta, a cui aggiungere 70.487 da notificare attraverso la posta elettronica certificata (pec), per un totale di 469.915 cartelle e avvisi che saranno “congelati”. La notifica riprenderà dopo il periodo di  sospensione che, ovviamente, non sarà e non potrà essere un blocco totale,  perché circa 14.500 atti inderogabili dovranno essere comunque inviati.

Vediamo nel dettaglio i numeri delle regioni (in Sicilia Agenzia delle entrate-Riscossione non opera). Al primo posto c’è il Lazio in cui saranno congelati 109.631 atti, seguita da Lombardia (61.608) Campania (45.947), Toscana (42.801), Veneto (27.858) e Piemonte (26.303). Subito dopo Emilia Romagna (25.228) e a seguire Puglia (22.126), Calabria (22.007), Sardegna (17.917), Liguria (14.910), Friuli Venezia Giulia (9.956), Marche (9.811), Abruzzo (9.413), Umbria (9.224), Trentino Alto Adige (6.353), Basilicata (5.439), Valle d’Aosta (1.744) e infine Molise con 1.639 cartelle e avvisi sospesi nelle due settimane di Ferragosto

Vancanze più tranquille per 469.915 italiani

tante sono le cartelle esattoriali che vengono “congelate” per il periodo estivo dal oggi 7 agosto fino al 20. A deciderlo, come è avvenuto anche in passato ad esempio in occasione delle festività natalizie, la nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione sorta a seguito della fusione tra l’Agenzia delle Entrate e la vecchia Equitalia.

Per due settimane quindi i contribuenti con pendenze nei confronti del fisco non riceveranno la cartella esattoriale. Una “tregua” che però non varrà per circa 14.500 atti che verranno comunque recapitati perché considerati inderogabili.

Tregua fiscale estiva

«Ferragosto, fisco mio non ti conosco». Anche quest’anno, come accade ormai da diversi anni, l’erario concede una tregua ai contribuenti e non busserà alla porta dei cittadini né per riscuotere né per avere delucidazioni sulle dichiarazioni dei redditi. Non solo l’Agenzia delle Entrate, alla vigilia del mese clou per le vacanze degli italiani, ha annunciato l’ormai consueta `moratoria d’agosto´ sui tempi per rispondere alle richieste di compliance ma anche Equitalia, per la prima volta, sospenderà nelle due settimane centrali del mese la notifica delle cartelle esattoriali, `salvando´ le ferie di circa 360mila contribuenti.

 

Tante sono infatti gli atti che saranno «congelati» tra l’8 e il 22 agosto (le due settimane di stop) dall’ente della riscossione: si tratta nel dettaglio di 273.854 atti che sarebbero dovuti essere notificati per posta a cui aggiungere 86.337 da inviare attraverso Pec, per un totale di poco più di 360 mila cartelle che, invece saranno «bloccate» grazie all’operazione `zero-cartelle´.

 

«Vogliamo utilizzare ogni strumento – spiega l’amministratore delegato di Equitalia Ruffini – per essere efficienti come società pubblica che ha degli obiettivi da raggiungere, un servizio da offrire, e nel contempo però deve sapere dialogare con i contribuenti che sono innanzitutto persone, cittadini che non possono percepire lo Stato come un avversario, come un ostacolo». Non sarà uno stop totale «e non può esserlo – chiariscono da Equitalia – perché alcuni atti inderogabili (circa 20mila) saranno comunque inviati». L’iniziativa replica quella di Natale 2015 quando scattò la sospensione di circa mezzo milione di cartelle, con una `tregua´ dal 24 dicembre al 6 gennaio.

 

Slittano invece le scadenze per i controlli già avviati sull’Unico 2014 (per i redditi 2013): ci sarà quindi tempo fino a tutto settembre per rispondere alle richieste di documentazione inviate da metà giugno dall’Agenzia delle Entrate. Lo stesso vale per i 280mila contribuenti che hanno ricevuto l’invito a rimettersi in regola attraverso il ravvedimento operoso tra maggio e i primi giorni di luglio. Chi ritiene di avere le carte in regola potrà contattare l’Agenzia al rientro dalle vacanze, a settembre, per evitare che l’anomalia si traduca in un accertamento vero e proprio. Se invece ha ragione il fisco resta la via del ravvedimento operoso, con lo sconto sulle sanzioni.

Gli incassi delle imposte da gennaio a giugno 2017

Le imposte dirette hanno incassato, complessivamente, 110.643 milioni di euro, perdendo l’1%; il risultato risente del rinvio a luglio della contabilizzazione dei versamenti effettuati a giugno delle imposte sulle riserve matematiche delle assicurazioni vita e della cedolare secca.

Imposte indirette in salita, quelle dirette in lieve discesa: nel primo semestre 2017, il gettito complessivo delle entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, è pari a 205.168 milioni di euro. L’aumento registrato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è dello 0,8%. È quanto emerge dall’ultimo Bollettino delle entrate tributarie, disponibile sul sito del Dipartimento delle finanze insieme alle relative Appendici statistiche e alla Nota tecnica.

Il consueto comunicato stampa del Mef, che accompagna la pubblicazione del report, precisa, però, che i dati relativi ai due semestri (2016 e 2017) non sono immediatamente confrontabili, in quanto il risultato del mese di giugno di quest’anno è influenzato da una serie di fattori (come, ad esempio, la proroga dei termini di versamento delle imposte di autoliquidazione) non registrati lo scorso anno.
Tuttavia, al netto di tali fattori e della nuova modalità di pagamento del canone tv mediante addebito in bolletta (i cui primi versamenti, per il 2016, si sono registrati a partire da agosto, mentre nel 2017 da gennaio), l’andamento delle entrate tributarie, nel corso del periodo considerato, conferma il trend degli ultimi mesi, registrando un incremento dell’1,5% rispetto ai primi sei mesi del 2016.

Crescono le entrate Irpef (+ 2,7%), trainate soprattutto da ritenute da lavoro dipendente e da pensione.
Diminuiscono, invece, gli introiti Ires (- 5,1%) che risentono degli effetti di misure quali, ad esempio, la razionalizzazione dell’Ace, la riduzione dell’aliquota da 27,5% e 24% e la maggiorazione degli ammortamenti.
Il comunicato precisa che all’andamento delle imposte dirette del primo semestre 2017 ha contribuito anche il gettito della voluntary disclosure, per cui si sono registrati versamenti pari a 422 milioni di euro.

Aumentano del 3% le imposte indirette (+ 2.756 milioni di euro).
Più in dettaglio, le entrate Iva fanno registrare un + 4,6%. L’andamento positivo è relativo sia agli scambi interni sia alle importazioni. Il trend positivo a livello interno riflette anche l’applicazione dello split payment.
Incremento del 7% per le imposte sulle transazioni immobiliari, mentre si registra un calo per l’imposta di bollo (- 177 milioni di euro), dovuto al diverso profilo di versamento mensile derivante dalle modalità di scomputo dell’acconto di bollo versato ad aprile.
In aumento anche le entrate dell’accisa sui prodotti energetici (+ 1,1%).

Variazione negativa per il gettito relativo ai giochi: meno 80 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2016.

Lieve variazione negativa (- 1,1%) anche per le entrate derivanti dall’attività di accertamento e controllo (con riguardo solo ai ruoli dei tributi erariali).

Agenzia delle entrate: vademecum per i contribuenti

Disponibile sul sito internet delle Entrate un pratico vademecum sulle comunicazioni spedite per invitare i contribuenti a verificare la dichiarazione dei redditi presentata nel 2014

Perché una lettera di compliance
Da qualche anno, l’Agenzia delle entrate ha messo in atto nuove forme di dialogo e di collaborazione con i contribuenti con l’obiettivo di promuovere l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari. Tra le iniziative avviate, quella di predisporre e inviare una comunicazione a chi risulta non abbia compilato correttamente la dichiarazione dei redditi, con l’invito a fare una verifica sulle anomalie rilevate. In questo modo, il destinatario della lettera ha la possibilità di mettersi in regola, evitando che le irregolarità riscontrate dall’Agenzia diventino il motivo dell’emissione di un avviso di accertamento, o di fornire elementi idonei a giustificarle.

In sintesi, le comunicazioni sono inviate quando risulta che un contribuente ha percepito e non dichiarato, o lo ha fatto solo in parte, uno dei seguenti redditi:
•   redditi di lavoro dipendente o di pensione
•   assegni periodici corrisposti dal coniuge separato o divorziato
•   redditi derivanti da contratti di locazione di immobili
•   redditi di partecipazione in società, associazioni fra artisti e professionisti, imprese familiari, aziende coniugali
•   redditi di capitale derivanti da utili corrisposti da società di capitale o enti commerciali
•   altri redditi (redditi d’impresa derivanti da plusvalenze e sopravvenienze attive, redditi di lavoro autonomo, redditi diversi).

Le lettere arrivano per posta ordinaria ovvero per posta elettronica certificata, ai contribuenti che l’hanno attivata. Se registrato ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, il destinatario può reperire la lettera ricevuta all’interno della sezione “L’Agenzia scrive” del proprio Cassetto fiscale, nel quale potrà anche consultare un prospetto informativo contenente il dettaglio delle anomalie riscontrate nella dichiarazione dei redditi.

Niente panico, cosa fare quando arriva la comunicazione
Quando si riceve la comunicazione, come prima cosa, bisogna controllare i dati in essa contenuti, per verificare che i rilievi fatti dall’Agenzia siano corretti. In questa fase si potrebbe avere la necessità di richiedere ulteriori informazioni sul contenuto della lettera. Per questo, si può telefonare a un Centro di assistenza multicanale dell’Agenzia (al numero 848.800.444 da telefono fisso o allo 06.96668907 da cellulare), selezionando l’opzione “Servizi con operatore > Comunicazione direzione centrale accertamento”, oppure andare alla direzione provinciale di competenza o a uno degli uffici territoriali. I funzionari dell’Agenzia forniranno l’assistenza necessaria, indicando tutte le attività da compiere.

Completate le verifiche, se si riconosce di aver commesso gli errori segnalati dall’Agenzia, è possibile mettersi in regola presentando una dichiarazione integrativa e versando le maggiori imposte dovute, gli interessi e le sanzioni in misura ridotta. Nella guida sono indicati, anche con esempi pratici, tutti i passaggi necessari per la regolarizzazione ed evidenziati, in un apposito paragrafo, gli errori da evitare nella compilazione del modello, cioè quelli che sono emersi più frequentemente dalle dichiarazioni integrative già presentate dai contribuenti che hanno scelto di regolarizzare la propria posizione.

Per calcolare agevolmente l’importo dovuto per sanzioni e interessi, sul sito dell’Agenzia è comunque disponibile, nella pagina dedicata alla “Compliance per i cittadini” un apposito software.
Se, al contrario, si ritiene che i dati originariamente riportati nella dichiarazione dei redditi sono corretti, è sufficiente segnalare all’Agenzia, anche mediante un intermediario abilitato alla trasmissione telematica delle dichiarazioni, i fatti, gli elementi e le circostanze dalla stessa non conosciuti.

La novità sulla procedura di regolarizzazione
Per facilitare la predisposizione e l’invio della dichiarazione integrativa, la guida segnala, infine, la nuova procedura disponibile da quest’anno all’interno della sezione “L’Agenzia scrive – Invito alla Compliance” del Cassetto fiscale. In essa, sempre che sia disponibile la dichiarazione originariamente presentata, sono presenti due collegamenti telematici (link).
Tramite il link ”Scarica dichiarazione da integrare” è possibile fare il download del file che contiene la dichiarazione originaria presentata per l’anno d’imposta 2013, eventualmente già rettificata a seguito del controllo effettuato dall’Agenzia.
Il link “Scarica il software di compilazione”, invece, permette di installare sul proprio pc il pacchetto “UnicoOnLine”, con il quale predisporre e inviare la dichiarazione integrativa, oltre che compilare il modello F24.

Approndimenti: http://www.fiscooggi.it/attualita/articolo/l-agenzia-ti-scrive-guida-sulle-nuove-lettere-compliance

L’Italia e la crisi economica

L’Italia è un paese in recessione, inutile negarlo.

Nonostante le continue rassicurazioni del governo la situazione fiscale in Italia si fà sempre più oppressiva e appare oggi molto difficile riuscire a superare questa situazione di stallo economico, soprattutto se consideriamo che le politiche di tassazione ormai sono prossime al 70%. I commercialisti di Italianlimited evidenziano però che investire nel Regno unito e aprire una società LTD in Inghilterra rappresenti  un’opportunità unica di sviluppare in tutta legalità il proprio business, avvalendosi soprattutto di un sistema fiscale maggiormente vantaggioso

In Italia le aziende chiudono come mosche e la colpa è sicuramente della crisi economica internazionale. Tutto nacque intorno al 2008 con la crisi americana dei “subprime”. Da quel momento in poi banche e finanziarie sono crollate e hanno creato un effetto domino in tutto il globo. Tutto vero. Eppure in Italia c’è dell’altro. In Italia le aziende chiudono come mosche per altri motivi:

  • Pressione fiscale elevatissima
  • Mancanza improvvisa di liquidità
  • Burocrazia asfissiante

Fatichiamo quindi ad uscire da una pesante situazione di stallo economico. L’elevata tassazione (Qualcuno ha calcolato – tra imposte, tasse dirette e indrette e balzelli vari – una pressione fiscale che supera l’80%. Su 252 giornate lavorative, 103 riguardano scadenze fiscali, con il record del mese di luglio che prevede ben 45 scadenze.) grava sull’imprenditoria italiana e al tempo stesso scoraggia gli investitori stranieri, che alla luce di tutto questo preferiscono internazionalizzare le proprie attività all’estero specialmente in Paesi dove la tassazione è decisamente meno oppressiva rispetto a quella italiana come il Regno Unito o Malta. Presente in Inghilterra attraverso uno studio di commercialisti a Londra, la società specializzata in internazionalizzazione Italianlimited fornisce tutto il valido supporto agli imprenditori che desiderano investire in nazioni con un regime fiscale meno oppressivo

Da sempre al fianco di chi progetta di aprire una società in Inghilterra e vuole espandere il proprio business, lo studio di commercialisti italianlimited certifica il complesso e meticoloso processo di selezione e controllo che viene effettuato sia a Londra, sia nel resto del Paese, durante le fasi di sviluppo industriale delle aziende che internazionalizzano qui i propri affari. Se questo non bastasse, qualora non si disponga di un serio progetto imprenditoriale, difficilmente gli istituti di credito inglesi concederebbero la possibilità di aprire un conto bancario nel Paese.

Aprire una società in Inghilterra e internazionalizzare la propria azienda: il servizio di consulenza di Italianlimited

Spostare la propria attività in nazioni con un regime fiscale meno oppressivo è un’operazione fortemente appetibile per chiunque desideri espandere il giro d’affari. Specializzato in internazionalizzazione e pianificazione fiscale, lo studio italianlimited mette in guardia dai rischi che si corrono nell’operare in un contesto differente da quello di origine: dottori commercialisti italiani a Londra, i suoi esperti sono pronti ad assistere e guidare coloro che progettano di aprire una società in Inghilterra o altrove. Attraverso un ricco ventaglio di servizi che coprono sia le fasi di costituzione, sia le fasi di gestione, della propria filiale estera, mette a disposizione dei professionisti e delle aziende consulenza in ambito bancario, finanziario, lavorativo, ambientale, societario (ordinario e straordinario), amministrativo e legale, capace di assistere il cliente tutti i giorni della settimana, 24 ore su 24. Trasformando la conoscenza in valore, Italianlimited opera nel rispetto dei principi di onestà, trasparenza, legalità, professionalità e privacy per i dati personali.

Approfondimenti: www.italianlimited.it